Roberto Spada


«Lascio la revisione è troppo rischioso»

- Il Sole 24 ore

«Lascerò la revisione contabile per concentrarmi sui collegi sindacali»: è questa la scelta di Roberto Spada, uno dei più noti professionisti milanesi, sindaco-stakanovista con in tasca una novantina di mandati. Oltre a una ventina di incarichi nei Cda di varie aziende è dal febbraio 2009 commissario ministeriale nella vicenda di Ittierre, la società del fashion scivolata in amministrazione straordinaria.
«Per quanto mi riguarda – ribadisce il dottore commercialista – tenderò a lasciare le revisioni legali dei conti: è giusto che lo facciano strutture societarie organizzate per questo scopo. Svolgo il ruolo di sindaco in molte società per non vedere la progressiva divisione tra la revisione legale dei conti e il controllo di legalità, di competenza del collegio sindacale. Si sdoppieranno più nettamente di quanto non lo siano già oggi.
Nella sua decisione conta il rischio responsabilità? 
Certo: oggi la responsabilità è illimitata anche se percepisco 7mila euro di parcella. Ci deve essere quindi una correlazione tra emolumenti e risarcimento, anche con dei moltiplicatori. Ma in generale si dovrebbero stabilire dei tetti.
Chi ha tanti incarichi corre più rischi? 
É un falso problema: molti mi chiedono come faccia a far fronte a tutti i mandati. È solo una questione di metodo, organizzazione e professionalità. Se faccio bene e con onestà il mio lavoro perché dovrei rinunciare?
E lei com'è organizzato? 
Nell'ambito dello studio c'è un ufficio, composto da due professioniste e un'impiegata, che provvede alle scadenze, agli aggiornamenti... e che mi assiste nelle verifiche trimestrali. 
Come giudica la recente riforma della revisione? 
Favorevolmente: trovo corretto che il controllo contabile diventi revisione legale dei conti quando è sancita da criteri di professionalità. Ovviamente ciò favorisce chi si è organizzato per tempo. E poi si avvicina la normativa italiana a quella europea.
E sull'aggiornamento? Le toccherà mostrare i compiti fatti a casa. 
È una decisione saggia, anche se dipenderà dalla qualità dell'aggiornamento. E questa non è al top. Comunque l'aggiornamento è un'opportunità, anche solo per un confronto con i colleghi. E sui controlli di qualità non temo di dover mostrare i documenti e le verifiche di legalità effettuate.